DOCUMENTO POLITICO LECCO PRIDE 2024

PICCOLI MOVIMENTI, GRANDI CAMBIAMENTI

Ecco il momento: è questo.

È questo il momento per spegnere l’incendio che massacra l’umanità sotto le armi di un mondo che, da Gaza al Darfur, dall’Ucraina al Rakhine, dal Kashmir allo Xinjiang, non ha mai smesso di ricorrere alla guerra, alla pulizia etnica e al genocidio.

È questo il momento per spegnere l’incendio che asfissia l’umanità con i cataclismi prodotti da una crisi climatica di fronte alla quale la quasi totalità dei governi e delle multinazionali si dimostra interessata a combattere soprattutto chi difende il pianeta, alimentando così il movimento del negazionismo climatico che minimizza gli impatti dello stile di vita della specie umana sul pianeta.

È questo il momento per spegnere l’incendio che schiaccia l’umanità con la crisi di democrazie in cui le classi dirigenti, comprese quelle “progressiste”, non hanno posto un freno all’accumulo infinito di ricchezza e potere in pochissime mani, all’esplosione della disuguaglianza economica e dei tagli al welfare, all’impoverimento e alla precarizzazione del lavoro, alla criminalizzazione delle persone migranti per nascondere chi realmente impoverisce la popolazione.

È questo il momento per spegnere l’incendio che ferisce l’umanità con l’odio che ribolle negli slogan di alcuni partiti e governi e nei post sui social media e che, inevitabilmente, si trasforma in una valanga di violenza che travolge le donne, le persone queer, le persone disabili, le persone razzializzate, le persone ebree e musulmane e tante altre minoranze.

È questo il momento per spegnere l’incendio che cancella l’umanità con la volontà di governi intolleranti, da Kampala a Mosca, e neofascisti e nazionalisti, da Roma a Budapest, di cancellare le persone queer, le loro relazioni affettive e familiari, addirittura in Italia privando bambinə delle figure genitoriali non riconoscendo i valori fondativi della Costituzione.

Sappiamo di essere solo una goccia nel mare che cerca di spegnere l’incendio di morte e di odio che devasta il nostro pianeta. Ma senza gocce il mare non esiste. Per questo urliamo anche oggi il nostro “basta” come lo abbiamo urlato per tutto l’anno, per esempio nelle proteste pubbliche contro la cancellazione di mamme o papà dagli atti di nascita di neonatə o contro gli eccidi in Israele e Palestina.

Sappiamo anche che, a livello locale, una goccia può far traboccare un vaso. Per questo, con la consapevolezza che esistono ambiti di lotta troppo piccoli o troppo grandi solo nelle parole di chi vuole fermare il cambiamento, questo Pride pretende una serie di azioni anche a livello locale.

Invitiamo i Comuni della Provincia di Lecco, la Provincia di Lecco, la Regione Lombardia, i sindacati, le scuole, le università, le aziende e le società sportive del territorio a realizzare questa serie di azioni. Non è la lista della spesa di una comunità particolare, ma un elenco di azioni necessarie per tutte le comunità e per unirci, goccia insieme a goccia, a formare un mare di diritti, di giustizia, di pace.

Da parte della classe dirigente politica, economica e sociale, l’unica parola che ci aspettiamo è “ora”. Adesso. Oggi. Ditelo come vi pare, ma fatelo subito. Noi non siamo disponibili ad aspettare né a fare sconti. Di fronte all’incendio di morte e di odio che devasta il nostro pianeta, ecco il momento per essere goccia, per essere acqua, per essere mare: è esattamente questo.

RICHIESTE

A tutti i Comuni della Provincia di Lecco chiediamo:

  • il rafforzamento delle Commissioni Pari Opportunità, dove presenti, o la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti del comune e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti del comune;
  • l’apertura di una riflessione, aperta a rappresentanti delle associazioni e delle minoranze, sulla toponomastica che studi come dedicare luoghi delle città a personalità importanti per la lotta per i diritti e per le minoranze di genere, sessuali, etniche, religiose, sociali e culturali;
  • la formazione dellə dipendenti comunali, della polizia locale e delle persone che lavorano anche indirettamente per il Comune (per esempio, i cosiddetti “informatori civici” a Lecco) sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • l’istituzione di un regolamento per il personale dipendente che permetta di scegliere il nome maggiormente identificativo, a prescindere dal genere assegnato alla nascita;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture comunali;
  • l’abbattimento delle barriere architettoniche, a partire dal palco di piazza Garibaldi a Lecco;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità;
  • la creazione di materiali informativi multilingue (con attenzione all’accessibilità delle persone con disabilità) sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale, da rendere disponibili per esempio attraverso gli sportelli e i siti Informagiovani.

Alla Provincia di Lecco chiediamo:

  • la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti della provincia e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti della provincia;
  • la formazione dellə dipendenti provinciali, della polizia provinciale e delle persone che lavorano anche indirettamente per la Provincia sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • l’istituzione di un regolamento per il personale dipendente che permetta di scegliere il nome maggiormente identificativo, a prescindere dal genere assegnato alla nascita;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture provinciali; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità.

Alla Regione Lombardia chiediamo:

  • la creazione di un Tavolo delle comunità, dove rappresentanti della regione e rappresentanti delle associazioni e delle minoranze si incontrino regolarmente per segnalare bisogni e proposte e per studiare come rendere più inclusivi i progetti della regione;
  • la formazione dellə dipendenti regionali e delle persone che lavorano anche indirettamente per la Regione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture regionali; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • politiche di mobilità attente a tutte le persone (con particolare attenzione alle persone con disabilità e a chi si muove a piedi o in bicicletta) e che limitino i pericoli derivanti dalla circolazione sulle strade dei mezzi motorizzati;
  • il finanziamento di programmi di educazione alla sessualità e all’affettività nella scuole di ogni ordine e grado;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • attenzione all’inclusione di tutte le minoranze nelle comunicazioni istituzionali, con riferimento sia ai contenuti, sia al linguaggio (per esempio, evitando l’uso del maschile sovraesteso), sia all’accessibilità dei siti web per le persone con disabilità;
  • l’apertura di nuovi ambulatori pubblici e gratuiti per la diagnosi ed il trattamento delle infezioni sessualmente trasmissibili e il prolungamento degli orari di apertura degli ambulatori già attivati;
  • l’effettiva applicazione della legge 194, una maggiore accessibilità dei consultori, con più sedi e orari di apertura prolungati, e il non ricorso alla presenza di associazioni antiabortiste nei consultori.

 Ad ATS e ASST Lecco chiediamo:

  • la continua formazione e aggiornamento del personale sui temi legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere;
  • un costante lavoro sulla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, con la formazione costante dei medici di base;
  • una maggior campagna informativa, anche con la creazione di opuscoli multilingue, sui servizi messi in atto per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, come lo sportello Punto Salute e i servizi offerti dal reparto Infettivi.

 Alle scuole e alle università del territorio della Provincia di Lecco chiediamo:

  • la formazione di tutto il personale scolastico, ma anche di genitori e studenti ai temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di corsi all’affettività e alla sessualità, con attenzione anche alla salute e alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili;
  • l’introduzione delle carriere alias, cioè un protocollo che prevede la possibilità di registrarsi in un ente, un’azienda o una scuola con il nome che corrisponde alla propria identità di genere anche se questo è diverso da quello anagrafico;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nelle strutture universitarie; abbattimento delle barriere architettoniche.

Ai sindacati chiediamo:

  • la formazione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la realizzazione di bagni gender neutral;
  • attenzione all’inclusione di tutte le persone nelle comunicazioni e nella documentazione interna (per esempio, evitando, dove possibile, di registrare il genere delle persone).

Alle aziende del territorio della Provincia di Lecco chiediamo:

  • la formazione sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale;
  • la formazione sul riconoscimento e la prevenzione di molestie e violenze nei luoghi di lavoro;
  • la realizzazione di bagni gender neutral nei pubblici esercizi; l’abbattimento delle barriere architettoniche nei pubblici esercizi.
  • Alle società sportive del territorio della Provincia di Lecco chiediamo: la formazione del personale sportivo e non e dellə atletə; l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • la promozione di campagne informative sui temi dell’inclusione e della lotta a ogni forma di discriminazione su base di genere, sessuale, etnica, religiosa, sociale e culturale nel mondo dello sport.

Volontariə Lecco Pride Arci Lecco Sondrio

Circolo Arci Spazio Condiviso CGIL Lecco

Legambiente Lecco Les Cultures Telefono Donna

In questo documento, per rimarcare la parità di tutti i generi e allontanarci da un’idea di “maschile neutro”, abbiamo evitato di utilizzare il maschile sovraesteso attraverso l’uso della schwa (ə) partendo dalla forma femminile di sostantivi e preposizioni articolate.

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